martedì 6 maggio 2008

La Bandiera


Avrei preferito iniziare la sequela di post con qualcosa di più allegro,ma la concomitanza con le notizie,la notizia,di questi giorni ha voluto diversamente.
Come si può evincere dal titolo del blog stesso,è evidente che il sottoscritto,guida un camion per professione.Non percorro grandi tratte,spostamenti giornalieri nell'ordine dei 500 km,che mi consentono di dormire a casa,nel mio letto,anzichè in cuccetta.
Le destinazioni più frequenti sono in Veneto e Friuli,terre che hanno molto da raccontare,sia per al loro evoluzione di questi ultimi 20 anni,il famoso miracolo del nord-est,sia per quello che hanno rappresentato per la storia.
C'è un fiume che solca la regione veneta che si chiama Piave.Quando lo attraversi sui suoi ponti,puoi leggere le targhe che ti ricordano il suo nome e sotto la dicitura "Fiume sacro alla Patria".
Già,questi sono i luoghi della prima guerra mondiale,quelli del Piave come linea di fronte,con di qua gli italiani del regno Savoia,e di là gli austriaci dell'imperatore.Un'intera classe di 18enni,quella dei ragazzi del '99 ha dato la vita,o meglio,è stata mandata al macello per conquistare un fiume,un pezzo di terra un valico alpino.Ragazzi che sono morti in nome della Patria,per liberare l'Italia dall'austriaco.Mentre penso queste cose,immagino gli scenari che mi scorrono davanti,trasformati e riportati a quel periodo.
Ho pietà e provo dispiacere per quei ragazzi,pensarli qui in riva al Piave,ad attendere che l'ordine dell'ufficiale significhi per loro la morte.E la rabbia ed il dolore diventano reali,quando torno ai giorni che vivo io.A cosa è servito il loro sacrificio?
Ora siamo amici dei francesi e degli austriaci e degli ungheresi e dei tedeschi;con loro condividiamo la moneta;possiamo spostarci all'interno delle loro nazioni e loro della nostra senza nessun problema.Ora siamo l'Europa.
Ed ecco che ritorna quel senso di rabbia.Me li immagino i fantasmi dei soldati,lì in riva al fiume,che piangono,vedendo cosa ne è ora del loro sacrificio.Uccisi due volte.
Morti per un vessillo, in pratica.
La bandiera.
Lo stesso simbolo,che oggi,2008,quasi un secolo dopo la Grande Guerra,vale più di una vita,dalle dichiarazioni della terza carica della Stato Italiano.
Bruciare una bandiera è peggio che uccidere una persona.
Forse era meglio se vincevano gli austriaci........
http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale

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