
Oggi 2 giugno,Festa della Repubblica Italiana.
Già,ma io mi chiedo cosa ci sia da festeggiare.Un ricordo di ciò che ci ha consentito di giungere fin qui,o la celebrazione di ciò che siamo?
In entrambi i casi direi che a maggior ragione non c'è proprio un bel niente da festeggiare.
E invece ci sono tutti,tutte le più importanti cariche dello Stato,in tribuna,ad assistere alla parata delle nostre forze armate.In fondo il potere celebra sè stesso,lo facevano anche i più grandi dittatori del '900,da Mussolini a Stalin passando da Hitler.Lo fanno oggi la Cina e la Corea del Nord e ha ripreso a farlo pure la Russia di Zar Putin.
Sfilano i generali con i corpi d'armata,facendo bella mostra di fregi e mezzi tirati a lucido per l'occasione.
La cosa sconcertante è che c'è pure la folla festante,a rendere omaggio.
Omaggio di che?
Forse a quelle forze di polizia che a Chiaiano caricano la popolazione inerme che ha la colpa di manifestare?Oppure quelle forze dell'ordine che non hanno protetto una fonte importante per arrivare a capo di tutta la verità sulla crisi dei rifiuti campani?
Un uomo che sapeva in quanto coinvolto,che si è pentito e ha iniziato a collaborare,e che sebbene avesse ricevuto minacce,è stato lasciato solo.Bersaglio facile.
Ricorda tanto un'altra vicenda napoletana,di quel tecnico Telecom "volato" giù dalla tangenziale di Napoli,e che anche lui aveva deciso di collaborare con la magistratura per fare luce sulle scalate dei furbetti e sui servizi segreti privati messi in piedi dalla compagnia telefonica.
Uno parla,e invece di ricevere protezione.....
Un bell'esempio di Stato!
"Muti dovete stare!,niente avete visto e sentito!,non è successo nulla!".
Con la terza carica dello Stato e il premier che avevano vicinanze torbide con personaggi un po' mafiosi,il pensiero guida è quello.
Ma quale festa!
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